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Amari, un mondo da scoprire

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Amari, un mondo da scoprire. Gli amari sono bevande della cultura popolare internazionale, degustati come fine pasto o in versione aperitivo con più basso tenore di alcol o miscelati.

 

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L’amaro o bitter ha il compito di favorire, grazie alle erbe utilizzate, la digestione o comunque è un coadiuvante alle vie digestive. Quindi anche questi prodotti  hanno origini farmacopee, da pratiche eseguite anche nei monasteri, per ottenere medicine e prodotti curativi. Sono ottenute tramite aromatizzazione di alcol etilico alimentare o agricolo, con aromi naturali o simili. Il loro minimo contenuto alcolico non deve essere al di sotto del 15% di volume. Gli aromi, nella maggior parte dei casi vengono ottenuti da erbe, radici o altri componenti vegetali.

 

La classificazione degli amari

La classificazione normativa degli amari è quella di bevanda spiritosa da non confondere con altri tipi di bevande alcoliche. Gli amari hanno due componenti fondamentali: l’alcol, ottenuto da distillazione e gli aromi, erbe medicinali o radici spesso polverizzati e fatti macerare in una soluzione idroalcolica. Successivamente i due componenti vengono uniti, fatti decantare per lungo periodo in modo che l’aroma diventi il sentore principale della bevanda. Raggiunto il desiderato equilibrio tra aroma e tenore alcolico, il prodotto finale viene imbottigliato per la vendita. In alcuni rari casi, come per l’amaro centerbe, la distillazione delle erbe è diretta per cui si chiama così.

Gli amari top

Gli amari top più conosciuti e ricercati, a seconda della loro provenienza geografica, sono in Italia il Fernet Branca o il Liquore Strega, il Ramazzotti, l’Averna, il Montenegro, l’Amaro del Capo. Nei Paesi Bassi troviamo il Petrus Boonekamp, in Germania lo Jagermaister e in Ungheria l’Unicum.

 

Le categorie di amari

Gli amari vengono suddivisi in categorie. Ci sono gli amarissimi o amari forti degustati come dopo pasto come digestivo e gli amari decisi senza nessuna sfumatura dolce e gradazione intorno al 40% o superiore. In questa categoria oltre ai già citati Fernet, Unicum e Petrus rientra l’Angostura, vecchio amaro dei militari prussiani, dalla ricetta segreta, ottenuto da piante tropicali all’inizio del XIX secolo in Venezuela. Poi troviamo gli amari medi, gradazione tra il 30% ed il 36% con sapore amaro tendenza al secco, tra i quali abbiamo i citati Ramazzotti, Averna, Montenegro, Jagermeister ed il Radis. Ancora, ecco gli amari leggeri, molto diffusi come aperitivo, dal gusto tendente al dolce per la presenza di zuccheri. Molto conosciuti il Rabarbaro Zucca e il Rabarbaro, per infusione della famosa pianta e dalle sfumature dolci che cristallizzano.  Sempre in questa categoria c’è le Chine, ottenuto dalla corteccia di china messa in infusione con altre erbe e dalla lunga decantazione. Ed infine ricordiamo gli amari dolci, frutto dell’inventiva italiana ed ossimoro alcolico, caratterizzato da un particolare retrogusto che tende a far percepire l’amaro dolce. Il più famoso è l’Amaretto di Saronno.

 

Mercante Alcolico

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

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