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Cavoletti di Bruxelles? Il top

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Lo sapevate che l’acqua di cottura dei cavoletti di Bruxelles faceva smaltire le sbornie? E che con il Belgio, anche se nel nome richiamano la capitale, pare non abbiano molto a che fare? Probabilmente sono originari dell’Italia e poi vengono importati in Europa centrale dai legionari romani. In ogni caso, su questo prodotto c’è tanto da dire.

I popoli che ne vanno ghiotti

Oltre i tre quarti del prodotto mondiale è legato attualmente all’Inghilterra e buona parte della restante produzione è divisa tra Francia e Olanda. Ad apprezzare poi questi ortaggi sono soprattutto Scozzesi ed Olandesi.

 

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Benessere in miniatura

I cavoletti di Bruxelles fanno bene. Tipici della stagione invernale, sono simili nella struttura al cavolo ma lo riproducono in miniatura. Antianemici e disintossicanti, sono ricchi di sali minerali (soprattutto fosforo e ferro), proteine, fibre e vitamine (in particolare A, C, K e quelle del gruppo B) e rappresentano un toccasana per il metabolismo ormonale femminile. Stimolanti dell’attività cerebrale e della concentrazione grazie alla combinazione tra tiamina e acido folico, sono una miniera di antiossidanti e, oltre a prevenire l’invecchiamento cellulare, sono utili nella prevenzione dei tumori (specie prostata, seno e colon). La zeaxantina che contengono, infine, protegge la retina degli occhi e la vitamina K serve per la salute delle ossa. Il gefanto, poi, protegge la mucosa dello stomaco e la clorofilla cura l’anemia. Stesso beneficio lo apparta l’infuso mischiato al miele che è utile anche in caso di malattie dell’apparato respiratorio. Sarebbero sconsigliati se si sta allattando perché il latte assumerebbe un sapore troppo intenso.

 

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Mille ricette

Ottimi alla parmigiana, rosolati, al forno o gratinati, sono squisiti con la pasta in aggiunta alla pancetta e si adattano benissimo alle insalate; se vogliamo renderli più digeribili dovremmo sempre scottarli in acqua salata per qualche minuto e consumarli in abbinamento a uova, pesci o carni e, perché no, formaggi. Basta prima lavarli poi farli cuocere in acqua bollente per 5-7 minuti. Nel frattempo, facciamo appassire in una padella uno spicchio d’aglio e uno scalogno tagliato a pezzi senza farli soffriggere troppo e aggiungiamo mezzo bicchiere di brodo vegetale. Uniamo poi i cavolini, aggiustiamo di sale e pepe e condiamo con un filo di olio extravergine d’oliva. Gusto semplice e squisito…

 

 

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

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