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Cosa mangiare a pausa pranzo in estate

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Pausa pranzo: a lavoro o a casa, in viaggio o in pieno relax. Ma cosa mangiare in estate? Col caldo e l’afa il massimo sarebbe riuscire a fare una bella pausa pranzo ipocalorica e leggera per poter sfoggiare un fisico perfetto in vista dell’estate. Attenzione, quindi, ai condimenti e ai metodi di cottura: chiaramente da evitare sono fritture e cibi grassi per preferire alimenti leggeri e facili da digerire in modo da non appesantirsi.

 

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Cosa mangiare nella pausa pranzo

Acquistare cibo on the road non è certo l’alternativa più sana, tantomeno rivolgersi a venditori ambulanti, chioschi o, se possibile peggio, distributori automatici. Verdura e frutta non devono mancare e l’ideale sarebbe bere almeno un paio di litri di acqua al giorno; sulla tavola evitiamo di posizionare vino o birra visto che già siamo costretti a fare i conti con temperature alte. L’idratazione è indispensabile ma curiamola con acqua o, al massimo, con succhi che restano la scelta più salutare ed intelligente.

 

No allo stress e alla velocità

La pausa pranzo deve essere un momento di riposo e di recupero delle energie spese e, naturalmente, di relazione con i colleghi lontani dallo stress dei luoghi di lavoro. E’ chiaro che quantità e qualità dei cibi assunti vanno considerate nel contesto complessivo dei cibi introdotti durante tutto l’arco della giornata a colazione, eventuali spuntini e cena.

 

Valore psicologico della pausa pranzo

La pausa pranzo dovrebbe essere una sorta di ritorno a casa, di stacco reale, fisico e mentale, in modo da ricaricare le energie. E custodisce, per questo motivo, un enorme valore psicologico. Va da sé che, specialmente nella stagione fredda dovremmo dedicarci un piatto caldo consumato seduti e lentamente. Quale dovrebbe essere il tempo minimo da riservare a questo break? Almeno tra i 20 e i 30 minuti di ri-creazione ce li dobbiamo ritagliare oltre al tempo strettamente necessario al pasto. Fare la pennichella, leggere qualche pagina di un libro o il giornale in santa pace, ascoltare la propria musica preferita, fare una corsetta o un po’ di cyclette, conversare con i colleghi o fare una telefonata privata sono essere un vero e proprio toccasana per incoraggiare la fuga dal nostro ruolo.

 

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Panino? No, grazie

Eppure c’è una cattiva notizia. Il simbolo della pausa pranzo è, purtroppo, ancora il panino. Se ne consumano 500 milioni consumati ogni anno in tutti i bar d’Italia… Fretta e stress sono nemici giurati di metabolismo e produttività. Mangiare troppo velocemente, in preda all’ansia, di fretta o in piedi, ostacola la digestione e dà un senso di sazietà precaria destinato a innescare reazioni a catena di spuntini e snack durante tutto il pomeriggio, poco raccomandabili per linea e salute.

 

Segreti da seguire nei giorni feriali

Ecco gli accorgimenti da seguire nei giorni feriali. Occhio innanzitutto a non saltare la colazione svegliandosi un po’ prima o portandosela sul lavoro. Se non ci si è concessi lo spuntino di metà mattina né tantomeno un caffè o un più salutare frutto e siamo riusciti a stare lontani da cioccolatini, caramelle e snack ipercalorici, a pranzo avremo un fabbisogno di calorie che oscilla tra le 600 e le 800 (cioè il 30/40% del fabbisogno giornaliero).

 

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Le ricette della pausa pranzo

Nella pausa pranzo vera e propria, dove possibile, optare per un piatto piuttosto che un panino, ma facendo sempre attenzione ai condimenti. Le scelte più raccomandabili sono una pasta al pomodoro e basilico o un secondo di pesce o carne ai ferri, al vapore e conditi con un filo di olio extravergine di oliva. Nemmeno le famose insalatone sono del tutto innocue: sì alle verdure fresche crude o cotte, ma no ai mix esplosivi di ingredienti tra loro diversissimi quali wurstel, tonno, mozzarella, uovo sodo, prosciutto o formaggio. Se panino deve essere, che almeno non sia unto o troppo grasso. E allora non lasciamoci irretire da salse come maionese, senape o ketchup e preferiamo pane comune o integrale ai sandwich burrosi. Inutile dire che a fare la differenza è la farcitura, sceglietela leggera: prosciutto crudo magro, bresaola o arrosto di tacchino sono meglio di salami e altri insaccati più grassi o, peggio ancora, fritti quali cotolette. In ogni caso, è sempre bene accompagnare con verdure (in insalata, grigliate, o bollite) e/o frutta, alimenti che apportano fibre, vitamine e minerali.

 

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

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