Libertà, difficile ma non impossibile - Pianeta Gourmet - giornale su gusto e benessere

Libertà, difficile ma non impossibile

Posted by

di Maristella Di Martino

 

Libertà, difficile ma non impossibile. Dal 1945 ad oggi di acqua ne è passata sotto i ponti. Per ben 79 anni. Da quando la lotta per guadagnarci la tanto agognata liberazione ha avuto la meglio sull’oppressore.

 

mare_abbronz

 

Eppure oggi, e in particolare in tale momento storico dominato dall’incertezza più assoluta, parlare di questo diritto sacrosanto ci fa fermare. A riflettere innanzitutto. Preoccupati per il presente ma ancor di più per il futuro. Tanto precario a tempo indeterminato che non ci sembra più neppure nostro. All’epoca spaventava il nemico. Per di più fisicamente visibile. Distruggeva, ieri come adesso, sogni e speranze. E, cosa ben più grave, l’aspirazione ad una vita serena e, soprattutto, libera ed autodeterminata. Oggi, se possibile, si è aggiunta un’altra aggravante. La guerra che viviamo è subdola.

 

Libertà, combattere per noi stessi

L’avversario che ci blocca è invisibile. Può essere ovunque o in nessuno dei luoghi (pochissimi oramai) che frequentiamo. Ci svegliamo al mattino per combattere. Ma tentiamo di proteggerci da ciò che non conosciamo o comunque solo in parte. Eppure ci è stato detto altro. Da sempre. Non ci hanno insegnato, fin dai piccoli, che la libertà coincide con l’esistenza stessa dell’uomo? Pensare. Esprimersi. E quindi agire. Senza costrizioni per ideare e mettere in atto l’azione meditata e decisa. Non ci hanno forse inculcato che essere autonomi e spontanei è l’obiettivo più importante a cui dovevamo tendere, sempre e comunque? E che l’uomo, in quanto tale, è libero per definizione? E ancora che libertà è sinonimo di autonomia, indipendenza ed autosufficienza? Da qualche parte ho letto che sinonimo di libertà può essere anche immunità. Ma da cosa? Da chi? E per quanto tempo ancora?

 

Essere liberi

Ho sempre immaginato che essere liberi significasse poter vivere in maniera trasparente, schietta, audace e, perché no, anche un tantino selvaggia. Sempre nel rispetto degli altri. E per altri ho sempre inteso sia il pianeta che l’ecosistema nel suo complesso. Stavolta però si è esagerato. Anzi. Abbiamo esagerato. E la conseguenza che è sotto gli occhi di tutti è la totale assenza di qualsiasi forma di libertà. Come se, ad un tratto, madre natura fosse satura di tutte le forzature a cui l’abbiamo costretta. E lo scenario che soltanto qualche mese fa ci sarebbe apparso assurdo – lunghe code ai supermercati, polizia per strada a controllare chi esce di casa, scuole chiuse, rivolte e morti nelle carceri – è la nostra quotidianità. Questo virus ci ha privati di tutto. Anche della dignità, addirittura in punto di  morte. Oltre a sospendere tutte quelle libertà inviolabili e rigorosamente sancite nella nostra Costituzione. E con queste le azioni più semplici che abbiamo sempre dato per scontato. Uscire in un parco, quattro chiacchiere davanti ad un caffè, un trattamento estetico rigenerante, la gioia di poterci godere la vita per cui abbiamo lavorato, la spensieratezza di una giornata trascorsa persino con gli amici più stretti, la possibilità di riabbracciare i nostri cari. Distanza è oggi la parola d’ordine. Che poi vuol dire isolamento. Spazio. Solitudine. Lontananza. Siamo nell’era dell’economia del confinamento. E ci vorrà tempo per tornare ad essere quelli di prima.

 

Un nuovo stile di vita

Il mondo “riaprirà”, ma cambierà il modo in cui lavoriamo, ci alleniamo, socializziamo, ci dedichiamo allo shopping, ci prendiamo cura di noi stessi, dei nostri figli e dei nostri familiari. Sarà ancora di più l’epoca di decreti, diatribe, permessi e violazioni. Dello smartworking e dell’e-learning. Il nostro stile di vita ne guadagnerà.

 

Libertà, la casa come centro di tutto

Fare dell’intimità delle nostre case il nostro punto di forza deve essere il nostro nuovo approccio alla vita. Mai introversi, però. Recuperiamo sì una dimensione rivolta all’interno. Riscopriamo il piacere di stare in compagnia di noi stessi. La nostra dimora ancora più ci deve trasmettere un senso di protezione e di sicurezza. Rendiamo l’ambiente a noi congeniale. Troviamoci i nostri spazi. Quelli per star soli, altri da condividere con la nostra metà, alcuni da riservare alle nostre passioni. E in questo mondo dove tutto è incerto la famiglia va rimessa al primo posto. E con lei la Rete e tutte le innumerevoli possibilità che ci riserva. Dovremo adeguarci a nuovi modelli di consumo: probabilmente ci dovremo abituare nei prossimi anni a diffidare di questo tanto chiacchierato metro e di bar troppo affollati, discoteche ed hotel lussuosi, palestre “in” o più semplicemente del nostro parrucchiere preferito.

 

Libertà, la tecnologia può aiutarci

Verranno gli anni dei corsi online, dell’on demand, dell’ordinabile da casa, del chiesto e usufruito attraverso l’e-commerce, dei cinema, delle sale da thé e dei centri commerciali con poltrone distanziate almeno un metro l’una dall’altra, di panchine dove ci si può sedere soltanto uno alla volta… E, purtroppo, degli incontri in cui avremo timore di avvicinarci ad uno sconosciuto. E proprio noi che abbiamo combattuto e vinto contro lo Stato-controllore, accentratore di tutti i poteri, usciremo fuori da questo spietato lockdown e ci troveremo a fare i conti con una libertà più che condizionata. Movimenti monitorati da braccialetti intelligenti, test, tracciamenti continui e forme avanzatissime di controllo sociale assicurato dalla tecnologia.

 

Libertà, essere noi stessi

La verità è che la pandemia ci fa paura. Ma a terrorizzarci è di sicuro di più l’assenza di libertà. Ma che fine ha fatto, mi chiedo, il valore più alto a cui siamo abituati e che è la parte più vera e profonda del nostro essere? Non mi dispiace che la società si è rimodulata in senso “spartano”. L’essenziale è ciò che conta. Da sempre e a qualsiasi livello. Ms finché avremo la possibilità di sorridere sarà ancora possibile raggiungere qualsiasi traguardo. Riscoprendo anche la più vera delle libertà. Quella di essere davvero noi stessi. Fino in fondo.

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

commenta

Your email address will not be published.

Mostra
Nascondi