Lucia, da comunicatore ad agrichef - Pianeta Gourmet - giornale su gusto e benessere

Lucia, da comunicatore ad agrichef

Posted by

di Ernesto Pappalardo

Può capitare che una giornalista (pubblicista) impegnata da anni nella comunicazione con una serie di esperienze di tutto rispetto decida di mollare ogni cosa e di ritornare “Ai Monaci”? Può capitare. Per essere più precisi si tratta di monaci basiliani di rito greco-ortodosso, che si stanziarono nei pressi della casa di famiglia di Lucia Giannattasio a Montano Antilia, piccolissimo centro salernitano a un tiro di schioppo da Centola, Palinuro e Marina di Camerota. E’ in questo scenario ancora (per fortuna) incontaminato che ha preso forma la nuova vita professionale di Lucia che – adeguatamente supportata dai fratelli Gianni e Massimo (executive chef a Miami in un ristorante italiano frequentato da vip a stelle e strisce) e dalla sorella Antonietta (con il marito Giuseppe) – è riuscita nell’impresa (nel vero senso della parola) di aprire l’azienda agrituristica Ai Monaci”, appunto, facendo uscire dalla sua vita computer e comunicati stampa per fare tutt’altro. Laureata in Scienze politiche (indirizzo storico-politico) e prim’ancora diplomata in ragioneria (Itc “Genovesi”), aveva preso a frequentare redazioni di giornali curando l’editing dei testi e contribuendo ai processi di video-impaginazione con i nuovi software che negli anni Novanta trasformarono completamente il mestiere di scrivere notizie (o non notizie). Ma anche curatrice di monografie e archivista di enti e fondazioni impegnate nel contrasto alla dispersione scolastica.

 

porro2

 

La “svolta”

“Non so dire esattamente – prova a raccontare – che cosa sia successo, ma mi è sembrato tutto abbastanza coerente, in continuità con l’amore per la natura, il cibo, le ricette di famiglia ed i luoghi dove con i miei genitori, i mie fratelli e con mia sorella ho trascorso tanta parte dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Da giornalista ad agrichef

L’eredità della cucina di mamma Michelina ha avuto, ovviamente, il suo peso. “Devo dire – spiega Lucia – che in casa nostra c’è sempre stato un  grande amore per il buon cibo e che si è realizzata una vera e propria cucina, per così dire, fusion in quanto si sono incontrate le tradizioni del Cilento (mia madre) e dei Picentini (mio padre), oltre che quelle tipiche di Salerno città, dove siamo cresciuti”. Ma Lucia non si è limitata solo a riproporre il ricettario familiare. Attraverso un percorso formativo all’interno della Coldiretti oggi si può fregiare del titolo di Agrichef.

“E’ stata un’esperienza molto importante che, al di là della tecnica, mi ha consentito di entrare nella mentalità dello chef-contadino: lo chef che, cioè, è abituato a produrre in larghissima parte le materie prime che, poi, trasforma, in pietanze per i suoi ospiti. La terminologia ha sempre un peso importante: l’agrichef non cucina per una tipologia di cliente in senso astratto, ma per quelli che considera ospiti nella sua casa, l’agriturismo, e vuole che vivano un’esperienza gastronomica che non può prescindere dal luogo dove si realizza”. Una “filosofia” che è perfettamente calata nel profondo cambiamento che sta avvenendo sia dal punto di vista della cultura alimentare personale, che in termini di ricerca di “luoghi” dove entrare maggiormente in contatto con la natura ancora (per quanto possibile) incontaminata.

 

melanzan

 

10 posti letto e 10 coperti sulla terrazza del Cilento

Montano Antilia è il borgo situato più in alto (766 metri sul livello del mare) nel perimetro del Parco del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni, come l’etimologia ben spiega: ante (davanti) ad elios (sole). Insomma, il panorama è il pezzo forte, ma dopo anni di peripezie è diventato anche comodo arrivarci con l’uscita di Massicelle della strada a scorrimento veloce “Cilentana” (un capitolo a parte della particolarità tutta italiana relativa ai “tempi di attraversamento” – termine tecnico riferito ai passaggi burocratici – effettivamente biblici). Ai monaci” Lucia ha realizzato 10 posti letto che possono usufruire di altrettanti coperti. “La mia cucina – spiega – si basa sulla regola delle tre esse: semplicità, stagionalità, sapori. Produciamo marmellate e confetture con la nostra frutta: pesche, susine, prugne, ciliegie, more, fichi, uva, arance. Come pure l’olio deriva dalla spremuta delle olive  di secolari olivi pisciottani”.

I piatti forti

“Nella nostra cucina è tutto legato al ciclo naturale. E’ abbastanza conseguente – precisa Lucia – che prevalgano i piatti della tradizione. Per esempio una gustosa pasta e fagioli bianchi della regina, un particolare tipo di fagioli, molto delicati, con la cuticola che si scioglie durante la cottura. Come pure la pasta cilentana fatta in casa con un buon ragù di carne e pomodoro. E, poi, non mancano le influenze salernitane: parmigiana di melanzane in primis. Ma anche nocciola tonda di Giffoni protagonista con il croccante all’aroma di limoni”.

Oltre lo show cooking

Altri progetti per il futuro? “Siamo già pronti ad accogliere i nostri ospiti che desiderano apprendere i segreti della buona cucina degli chef-contadini. Più che lo show cooking ci interessa diffondere le buone pratiche di una cucina sana a cominciare dalla coltivazione delle materie prima senza additivi o conservanti non naturali. Il rapporto con il cibo può e deve diventare un modo per vivere meglio, prevenendo patologie e ricreando un equilibrio che lo stress della nostra quotidianità ci ha fatto quasi dimenticare”.

– pubblicato sul quotidiano Il Mattino (ed. Salerno) domenica 31 marzo 2019

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

commenta

Your email address will not be published.

Mostra
Nascondi