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Made in Italy, una storia da rivedere

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di Ernesto Pappalardo*

 

Il Made in Italy fa preoccupare. E quanto alla biodiversità sono scomparse tre varietà di frutta su quattro. Non è tranquillizzante l’analisi della Coldiretti secondo la quale “nel secolo scorso se ne contavano 8mila mentre oggi si arriva a poco meno di 2mila e, di queste, ben 1.500 sono a rischio”.

 

frutta_verdura

 

 

Il grido di allarme proviene dalla giornale mondiale della biodiversità (22 maggio scorso, n.d.r.). “In Italia – si legge in una nota di sintesi – sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro nell’ultimo secolo, ma la perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali”. I numeri, dunque, evidenziano una situazione molto difficile. Nel nostro paese sono, dicevamo, circa 1.500 le varietà in pericolo “anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta”. A rischio – specifica sempre la Coldiretti – “anche gli antichi semi della tradizione italiana sapientemente custoditi per anni da generazioni di agricoltori. Un pericolo per i produttori ed i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla biodiversità”.

 

caffe

 

Il quadro generale del Made in Italy

Di fronte a questo scenario “l’agricoltura italiana ha invertito la rotta negli ultimi anni ed è diventato il paese più green d’Europa. L’Italia – rimarca la Coldiretti – è l’unico paese al mondo con 5.155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare. Sul territorio nazionale ci sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e 533 varietà di olive contro le 70 spagnole”.

I mercati degli agricoltori del Made in Italy

“Un’azione di recupero importante della biodiversità – continua la Coldiretti – si deve in Italia ai nuovi sbocchi commerciali creati dai mercati degli agricoltori e dalle fattorie di Campagna Amica attivi in tutte le regioni e che hanno offerto opportunità economiche agli allevatori e ai coltivatori di varietà e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione”.

La “distintività” del Made in Italy

“La difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico ma – sottolinea la Coldiretti – è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy. Investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole di distinguersi in termini di qualità delle produzioni e affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”.

 

(Fonte: coldiretti.it/ 21.05.2019)

*direttore Salerno Economy

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

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