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Mangiare smart per stare in salute, lo dice il Censis

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di Ernesto Pappalardo

 

Mangiare smart: ecco come stare in salute. Gli stili di vita cambiano e ci si concentra di più sulla ricerca di un maggiore equilibrio psico-fisico per prevenire malattie o disturbi di qualsiasi genere. Ricerche ed approfondimenti mettono in rilievo la grande attenzione che una crescente fascia di popolazione (trasversale dal punto di vista anagrafico) dedica alla composizione della propria dieta alimentare, fino a mettere in secondo piano la predisposizione alla buona tavola e alle pietanze sofisticate rispetto all’esigenza di non affaticare, appesantire o debilitare l’organismo. Ulteriore conferma arriva da uno studio del Censis sul tema “Mangiare smart per stare in salute. Il rapporto tra cibo, scienza e tecnologia visto dagli italiani”. Per il 66,7% del campione degli intervistati “in futuro l’attenzione delle persone sarà rivolta sempre di più all’impatto dei cibi sulla salute e meno al gusto. Il salutismo diventa la frontiera più avanzata dello stile alimentare italiano”. E ancora: “Il 94,4% oggi ritiene “molto” o “abbastanza” importante, tra i criteri che guidano l’acquisto dei prodotti alimentari, avere informazioni complete sugli ingredienti, la provenienza e altri aspetti che consentano di definire la biografia degli alimenti. Per i consumatori la tracciabilità e l’etichettatura hanno un grande valore, perché mettono nelle condizioni di distinguere con appropriatezza quello che fa bene da quello che fa male”.

 

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Il ruolo di scienza e tecnologia per stare in salute

“Per il 77,3% la scienza e le nuove tecnologie sono una risorsa per la sicurezza, la qualità e l’impatto positivo sulla salute dei cibi. Il giudizio favorevole resta alto per ogni livello di scolarità: lo pensa il 72,8% di chi ha la licenza media, il 77,3% dei diplomati e il 79,2% dei laureati. Scienza e tecnologie per gli italiani non sono una minaccia, ma una risorsa essenziale per disporre di cibo salutare”.

 

I media e l’alimentazione smart per stare in salute

“Per il 71,4%, quando parlano di alimentazione, tv, radio, giornali e testate web dovrebbero concentrarsi sui cibi che fanno bene e aiutano a vivere più a lungo e in buona salute. Ne sono più convinti gli anziani (il 76,8%), ma la percentuale è alta anche tra i millennial (il 63,5%). Dai media ci si attende che aiutino le persone a scegliere i cibi salutari, che riducono i rischi di cronicità e di non autosufficienza, confutando fake news e falsi miti sugli alimenti perché per il 61,9% degli italiani oggi sui media circolano ancora troppe notizie sbagliate o parziali sul cibo”.

 

(Fonte: censis.it/ 07.05.2019)

 

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

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