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Riciclo emotivo, i sentimenti come energia rinnovabile

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di Cecilia Salerno*

 

 

Riciclo emotivo. Ovvero i sentimenti come energia rinnovabile. O, ancora in altri termini, l’invito a conservare emozioni, parole, sentimenti e gesti affettuosi. Ecco la formula segreta per usare ciò che proviamo e star bene riadattandolo all’uso di un secondo destinatario.

 

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E se in un clima di economia consapevole la smettessimo di buttare via le emozioni, le parole, i sentimenti, i gesti affettuosi? In questi giorni sono tanti gli slogan che ci arrivano da ogni parte del globo all’insegna di Savetheplanet ossia “Salviamo il pianeta”. Conferenze e programmi ci riportano all’urgenza di adottare misure eco-friendly, cioè amiche dell’ecologia. In modo specifico siamo stati invitati a riformulare tutte le nostre abitudini sociali e casalinghe e a prendere atto che il nostro modo di acquistare, di consumare, di vivere, può fare la differenza e ci rende responsabili. Ebbene, dopo che si sono scosse le coscienze di tutto il mondo, dopo che Greta ci ha fatto sentire piccoli piccoli e al tempo stesso grandi abbastanza per prenderci le nostre responsabilità, abbiamo cominciato a rivalutare le nostre azioni quotidiane. Nascono gruppi di acquisto solidale, mercatini dell’usato, laboratori: si ritorna all’arte del riuso creativo e tutto è buono quello che si ricicla. Se ci è stato fatto dono di un abbraccio, perché tenercelo e non passarlo come si fa per un abito, un pezzo dell’arredamento o un’auto usata?

 

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La scienza ha dimostrato che gli abbracci fanno bene alla salute: un abbraccio fa aumentare il livello di ossitocina, l’ormone dell’amore che, riempiendoci di energia, armonizza il sistema nervoso ed è quindi un ottimo rimedio contro stress ed ansia. Libera la serotonina e la dopamina, ormoni che inducono alla calma e al benessere. Un abbraccio è un buon meccanismo di difesa contro la depressione perché ci fa sentire sicuri e protetti, ci fa aumentare l’autostima in quanto il gesto in sé annulla le distanze con l’altro. L’abbraccio è anche gesto fisico che fa aumentare l’irrorazione sanguigna, favorendo l’ossigenazione delle cellule, stimola il sistema immunitario, agendo direttamente sul timo. Insomma, è ufficiale! L’abbraccio va riciclato e riciclato più volte in quanto è energia rinnovabile. E cosa dire di un gesto gentile, di una frase carina, di un complimento, di un apprezzamento, di un sorriso? Il sorriso è legato al buonumore e va dispensato e messo in circolo in questo tipo di economia: il sorriso aumenta la capacità di concentrazione perché allevia lo stress, ci fa vivere più a lungo in quanto meno stress si traduce in meno rischi di ictus e danni cardio-vascolari, aumenta la produzione delle endorfine, e quindi aiuta ad avvertire meno il dolore, ci aiuta a socializzare e a sentirci meno soli. All’interno di un team di lavoro, della famiglia, di un gruppo, il sorriso smorza le tensioni, fa calare l’ansia da prestazione, induce una maggiore apertura.

 

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Frasi del tipo: va tutto bene, ce la puoi fare, sei in gamba, sei gentile, possiamo regalarle al momento giusto alle persone che ne hanno bisogno, proprio come prevede un’economia attenta ai bisogni dell’individuo. E il neurologo Shekar Raman afferma che “un abbraccio, una pacca sulle spalle e perfino una stretta di mano amichevole vengono elaborati dal centro della ricompensa nel sistema nervoso ed è questo il motivo per cui essi possono avere un forte impatto sulla psiche uana facendoci provare felicità o addirittura gioia”. Tutto questo non va tenuto da parte come un tesoretto da utilizzare per una prossima manovra umanitaria: va dato subito, al momento, appena si verifica un deficit, o un esborso singolo e/o collettivo. Il risultato di un uso appropriato del riciclo emotivo? Se vogliamo tradurlo in termini puramente economici, aumenta il nostro PIL di empatia, di buonumore e di condivisione. Circola più energia rinnovabile in termini di connessione umana, più transazioni sociali e meno spesa farmaceutica. Unica avvertenza: quello che si dona per il riciclo va donato con il cuore, deve essere integro e pronto ad essere riadattato alle esigenze. Buon riciclo emotivo a tutti…

 

 

*naturopata specializzata in tecniche bioenergetiche orientali, floriterapeuta, operatrice e.f.t.

josalerno@hotmail.it

 

Maristella Di Martino

Giornalista e scrittrice enogastronoma, sommelier e maestro assaggiatore di formaggi, è dottore di ricerca specializzato nella comunicazione enogastronomica e nel marketing territoriale (soprattutto nell'organizzazione di eventi). leggi tutto

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